21/03/2009 23:57:30

Congressi

CISLSCUOLA - 3° Congresso Regionale

sabato 21 marzo alle ore 9.00 presso il Nerocubo di Rovereto si è svolto il III Congresso Regionale

 Invito

 Paganini verso il 3° mandato

 Mozione Finale

 

 

 

3° CONGRESSO REGIONALE

CISL SCUOLA DEL TRENTINO

(ROVERETO - 21 MARZO 2009)


Permettetemi, in apertura di ricordare quanti in questo quadriennio, purtroppo, ci hanno lasciati, almeno quelli che hanno lavorato con noi: il Dirigente Silvio Baldessari e Alessio Vicenzi, nostro collaboratore in ufficio. Un minuto di silenzio!

Il Congresso



Un’occasione non solo rituale per fare il bilancio di un percorso quadriennale, per riflettere sul presente e programmare le linee fondanti dell’azione futura e un momento in cui si mescolano sentimenti diversi e contrastanti, che toccano tutte le corde della sensibilità, un momento in cui ci si ricorda di chi non è più con noi. si spera di trovare nei giovani l’interesse che si vorrebbe, si confrontano le idee e le opinioni sulla società, sull’economia, sulla politica, la scuola e la formazione. Un’espressione forte e da subito un programma per questo congresso: in prima persona, al plurale. La buona scuola, un bene comune.
La scuola è un bene di tutti, non è di destra, né di sinistra; l’ho sentito dire finalmente anche dal Ministro Gelmini, rispetto alla vicenda del 10 politico a tutti come forma di protesta avvenuto in occasione del ripristino dei voti su scala nazionale. Non mi è sembrato professionale il comportamento di quegli insegnanti!

Forse mai come in questi anni si è reso chiaro a tutti il valore “fondante” della partecipazione al sindacato e per il sindacato. Dallo stato di “iscritto” a quello di “attivista”, per comprendere e intervenire su tutta la complessità che viviamo nella scuola, con la pseudoriforma che ci ha chiamati tutti fortemente in causa. Tutti quanti percepiamo che questa nostra organizzazione, forse più di altre tenute insieme da altri collanti ideologici o da scelte corporative, la CISL, e la CISL Scuola in essa, vive e opera grazie alla partecipazione di tutti quelli che si sentono parte e fanno la loro parte.
Oggi il pensiero sintetico e chiaro sui pesi che diamo ai nostri valori, sul senso della nostra quotidiana sequenza di impegni.

Il sindacato dell’autonomia e della contrattazione



Il Sindacato, il nostro sindacato, è ancora un soggetto troppo scomodo per molti. Rifiuta gli incasellamenti ideologici (lo abbiamo ampiamente dimostrato nella recente firma del contratto nazionale e della riforma contrattuale triennale), non cede alle lusinghe di alcuna parte politica quando in nome dell’attuale bipolarismo politico intenda promuovere anche un bipolarismo sindacale.
Si sporca le mani entrando nel merito delle questioni, confrontandosi apertamente e lealmente, con forza ed autorevolezza con ogni interlocutore e cerca strenuamente di mantenersi “solo un sindacato”.
Lo fa per davvero, nonostante la fatica di essere onestamente sé stessi.
La Cisl unisce, lo abbiamo detto nel nostro manifesto per il tesseramento 2009, ma parliamo anche di autonomia, di sviluppo, di solidarietà e di lavoro; il tutto ci serve per difenderci da questo Governo che è il nostro interlocutore e con il quale dobbiamo fare i conti, spesso con grosse difficoltà e magari discostandoci anche dagli altri con proposte nostre e solo nostre.

Gli interessi generali


Ma è scomodo anche, perché porta avanti ancora e con i mezzi che la modernità chiede, valori di cooperazione e di solidarietà, perché crede al valore democratico della comunicazione con la categoria e utilizza strumenti, quali il giornalino e il sito internet, per tenere vive le relazioni con gli iscritti, senza rinunciare ad un modello di struttura sindacale che, attraverso elezioni successive, costruisce dal basso il suo quadro dirigente ed in forza di questo mandato conferisce responsabilità alla sua dirigenza.

La centralità del lavoro


Rappresentanza significa tutela di tutti i lavoratori della scuola, espressione delle istanze che emergono dalla scuola, promozione di formazione culturale e sindacale dei suoi iscritti, interpretazione delle esigenze di giustizia che si levano da più parti, garanzia dello Stato di Diritto e della Democrazia, consulenza qualificata ad ogni iscritto, sia esso di ruolo o precario, pubblico e privato.

Il primato della contrattazione


I lavoratori, anche alcuni nostri iscritti, hanno la sensazione che il Sindacato sia più debole e più distratto rispetto al passato: più debole perché non riesce a soddisfare i bisogni della gente, più distratto perché si ha la sensazione che con la concertazione si finisca per sottostare alle logiche della politica e di volta in volta alle variabili economiche. Qualcuno ci accusa di collateralità, ma noi sappiamo che non è così. Noi trattiamo con il Governo che ci troviamo davanti indipendentemente dal colore, noi andiamo nel merito delle cose.
Gli iscritti ci chiedono insomma di essere più determinati, più incisivi, anche più conflittuali in modo da costruire momenti di certezze sia sociali che aziendali, che ultimamente sembra non esistano più.
Sono considerazioni e critiche forti, che spesso richiedono risposte articolate e di non facile comprensione perché, in una società sempre più variegata, è impossibile avere risposte che accontentino tutti.

La strategia riformatrice della CISL


Il Congresso è il momento migliore per discutere con i nostri iscritti su queste difficoltà, ma anche compiere con loro un percorso di maturazione, con loro le strategie pragmatiche e flessibili che un Sindacato "Autonomo" come la CISL deve fare per essere protagonista nel cambiamento, avendo come unico fine la difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori.
Serve quindi una CISL capace di intercettare e di interpretare gli effetti complessi che la globalizzazione dell'economia e dei mercati, e in particolare l’ attuale crisi economica, provocano anche nel nostro Paese, una Cisl che sappia confrontarsi e pretendere dalla politica scelte economiche e sociali che salvaguardino una società solidale, una CISL che si misura con tutti i dati complessi della realtà, che contratti con le forze economiche, per definire le regole dello sviluppo, del mercato del lavoro, dei lavori e delle professioni. È necessaria una Cisl che si impegna a ridefinire diritti, tutele, regole di partecipazione efficaci per le nuove realtà del lavoro, per le nuove esigenze ed emergenze sociali, per ribadire sia il ruolo sociale che le imprese e la scuola hanno l'obbligo di svolgere, sia il valore del lavoro che deve consentire anche partecipazione ed espressione professionale, oltre al fatto che ogni lavoro deve essere degnamente remunerato.
Gestire i cambiamenti, le variabili sociali ed economiche, rappresentare i differenti bisogni della gente è forse compito arduo, ma la CISL intende farlo, vuole continuare ad essere protagonista dentro una società che ha sempre più bisogno di soggetti intermedi forti e rappresentativi, per garantire che tutti i cittadini abbiano la concreta possibilità di partecipare alle scelte che riguardano la vita del Paese, di milioni di lavoratori e pensionati.
La nostra preoccupazione è che la politica italiana, tanto di maggioranza quanto di opposizione, non sia stata in grado di rispondere alle esigenze di una società e di una economia fortemente sfidata dalla globalizzazione, che ha prodotto profonde trasformazioni anche nella produzione di beni e servizi, con conseguenti ed evidenti cambiamenti sia sociali che lavorativi, dei mestieri e delle professioni.
Anche l’attuale governo ha dimostrato grossi limiti e scarsissima sensibilità verso i problemi dei lavoratori, specialmente nel rinnovo dei contratti nazionali e nel calcolo are della perdita secca del potere di acquisto. Le nostre tasche lo sanno bene, il Governo finge abilmente di non saperlo e ci presenta dati, che riteniamo non corrispondenti alla realtà. Stiamo perdendo terreno su tutti i fronti ed invece ci viene detto che non ci sono problemi, che va tutto bene! Lo scenario è certamente preoccupante!

Il sindacato dell’autonomia e della concertazione


Da troppo tempo la politica è impegnata in estenuanti campagne elettorali e forse per questo è più preoccupata di dare "risposte" ai suoi problemi contingenti senza avere una chiara progettazione che ci conduca nel futuro. Questo modo di far politica ha forti ricadute sulle strategie sindacali perché se guardiamo al presente, la politica lascia spazio solo a logiche di scambio e riduce la concertazione ad uno strumento da usare unicamente per avere lo scambio.
Per la CISL la concertazione è una politica, un modo per garantire la coesione sociale che è un valore aggiunto, una risorsa in più per tutto il paese e consente di affrontare i cambiamenti senza pagarne costi sociali troppo alti. Anche in Trentino c'è grande bisogno di concertazione, per definire regole e ruoli che l'insieme degli attori devono svolgere, per leggere problemi e bisogni, ma anche per individuare e sfruttare tutte le opportunità, per costruire un esempio di società partecipata dentro la quale speranze e progetti diventino azioni capaci di far sperare nel futuro.
Il risultato elettorale del 9 novembre, con la conferma del Presidente Dellai e di un governo di sinistra, ci ha messo parzialmente al riparo, per quanto riguarda la scuola, da una svolta che certamente ci preoccupava.
Questo non significa che va tutto bene!
Anche il/la nuovo/a Assessore/a Dalmaso è chiamato/a a svolgere un grande lavoro sulla scuola trentina per monitorare i bisogni e dare risposte vere ai nostri problemi, dando spazio anche alla voce dei lavoratori della scuola, che purtroppo non sono nemmeno sentiti; ascoltati sarebbe troppo bello!
Alcune decisioni andrebbero prese proprio alla luce di quanto i lavoratori della scuola suggeriscono! Ma, mi si dice: - Quando mai il padrone, qualora fa cambiamenti, chiede il parere ai suoi lavoratori?
Peccato, rispondo io, perché potrebbe trarne vantaggio tutto il sistema, fermi restando i rispettivi ruoli!
Anche in Trentino, seppure in misura diversa i tagli ci sono, forse più mascherati, forse meno evidenti. Per quanto riguarda i docenti a fronte di un + 18 che si può vedere nei dati dell’organico, in effetti abbiamo un – 60 a causa della variazione dei parametri nella formazione delle classi alle elementari e alle Medie. (- 43 alle elementari e -16 alle Medie).
Su questi orientamenti strategici il Congresso della CISL dovrà costruire progetti, avanzare proposte concrete e contribuire a ricreare un humus socio-politico che rivitalizzi l'associazionismo e la voglia di partecipare. Vogliamo contribuire a fare in modo che la gente non dica più che è inutile partecipare, che tanto sono tutti uguali e che i Congressi sono riti interni al Sindacato.
Vogliamo scrivere assieme alla gente e con i nostri iscritti in particolare una nuova pagina di vita della CISL e della società trentina.

L’unità sindacale


Un Congresso serve anche e soprattutto per migliorare. E migliorare si può, sempre: nella maturità politica e nella competenza tecnica, nello stile relazionale e nell’offerta di servizi. Non abbiamo mai pensato di poterci fermare al livello in cui siamo. Molto va fatto ancora. Ma bisogna essere in molti e lavorare insieme, in modo coeso per raggiungere i risultati sperati, o almeno per avvicinarci ad essi. I risultati del tesseramento di questi ultimi anni ci danno ragione sul nostro modo di operare, ma in questo campo c’è molta aggressività, c’è concorrenza, elementi che lasciano certamente pochi spazi di manovra, se non a costo di farsi largo a grandi spintoni, con alti costi sia dal punto di vista umano che economico.
Non è più sufficiente fare bene il proprio lavoro, svolgere dignitosamente il proprio ruolo; purtroppo, per qualcuno, è necessario mettersi in mostra, primeggiare, gareggiare, fare il conto di quante volte sei apparso in TV o sui giornali, di quanti interventi hai fatto in quella occasione, non importa se sufficientemente sensati o no, l’importante è esserci ad ogni costo.
Che cosa si può fare in questo contesto poco gratificante e difficile? E' un interrogativo che pongo al Congresso affinché, anche da parte Vostra, da parte di ognuno di voi, giungano idee per migliorare questa situazione e per avere una prospettiva maggiormente positiva per il futuro. Tutti dovremo impegnarci di più su questo versante che è strategico per la vita stessa del Sindacato. Infatti se il numero di iscritti non è di un certo spessore, poche sono le entrate, pochi sono i servizi, minori i distacchi e i permessi e quindi maggiore e non sempre sostenibile diventa il carico di lavoro per chi deve gestire la situazione. (Vi ricordo che ogni due anni, a dicembre, viene rilevato il numero degli iscritti e che anche da questo dipenderà il nostro futuro).
Impegniamoci quindi tutti, in una tenace ed intensa campagna di tesseramento sui luoghi di lavoro. Vogliamo essere vicini ai lavoratori per raccogliere problemi e bisogni, ma anche per essere più autorevoli al tavolo della contrattazione con le controparti pubbliche e private. Vogliamo essere sul territorio per dare risposte sempre più veloci e puntuali. Più numerosi saremo e più conteremo in tutti i luoghi!!!
Garantiamo a tutti i nostri iscritti il massimo dell'impegno e il continuo rispetto dell'autonomia per rafforzare ancora di più una CISL Scuola che sia unicamente dell'iscritto e per l'iscritto.
Oltre ai militanti storici, di cui troppo spesso si dà per scontato l’impegno, e che vanno qui elogiati per la perseveranza e la capacità di rinnovarsi nel tempo, molte persone, di recente conoscenza, si sono avvicinate a noi e ci onorano con la loro disponibilità: dobbiamo anche alla loro dedizione se la struttura ha retto in alcuni momenti “torridi” della consulenza. Ai Rappresentanti di Istituto, ai Responsabili delle Consulte, a tutti coloro che si informano e che si formano per meglio agire nel ruolo di RSA di RLS, a tutti va la gratitudine di chi vorrebbe poter essere più vicino e presente.
Ancora non basta. Occorrerà stabilizzare la presenza di operatori in grado di far fronte alla consulenza ordinaria e straordinaria. Sulla formazione occorrerà ritornare a proporre periodicamente momenti di approfondimento. Con le scuole bisognerà continuare a stabilire una presenza costante.
Se poi le attuali proposte di legge sul sindacato (fine della delega permanente, eliminazione delle RSU dalla scuola per i docenti…) andranno in porto, bisognerà ripensare, proprio dal punto di vista della partecipazione quale dovrà essere il nostro modo di fare sindacato.
Le Assemblee precongressuali non sono state partecipate (come spesso da noi). La solitudine è sempre pesante da sostenere, ma non è possibile tirare con una corda le persone a partecipare. Una volta ogni quattro anni si chiede questo sforzo, ma quanto abbiamo visto, anche questa volta, ci scoraggia e ci pone molti interrogativi!
Con l’apporto delle competenze delle singole persone siamo riusciti a costruire In questi anni un servizio di cui tutti hanno potuto trarre vantaggio. Molteplici sono stati i risultati positivi, dei quali segnalo, in primis, il nostro portale internet costantemente aggiornato per informare tutti puntualmente. Segnalo inoltre la consulenza settimanale sul territorio: Trento, Rovereto, Riva, Cles, Tione, Cavalese e Borgo Valsugana. C’è sempre più bisogno di volontariato, perché gli impegni sono in continuo aumento e con la vostra collaborazione si potrà fare sempre di più e meglio.
Spesso penso che la giornata dovrebbe avere una durata maggiore, ma purtroppo le ore sono solo 24 e, anche se mi piacerebbe, non sono ancora in grado di raddoppiarle.
Credo che un altro grande risultato sia quello del nostro Giornalino che, seppure con frequenza minore rispetto al passato, è uno strumento utile ai nostri iscritti. Quando sono arrivato nel giugno 1998 non ce n’era nemmeno l’ombra!!! Mi sembra apprezzato e, anche se viene naturalmente privilegiato il sito che è più immediato e puntuale, è aperto alle vostre idee e alla vostra collaborazione.
Da non dimenticare la conclusione dei Contratti di tutti i settori, portati a termine, forse anche grazie al momento elettorale,con esclusione di quello delle scuole Equiparate - che comunque hanno l’aggiornamento stipendiale automatico con la PAT - ; alcune code contrattuali dei docenti sono state definite con l’ APRAN a novembre ed a febbraio con tre “sequenzine” ed una precisazione sullo svolgimento delle ore di supplenza. Anche i settori ATA e materne saranno chiamati a breve (martedì 31 ad ore 15.00) per la sistemazione di alcune code.

Associazione e confederalità


In questo periodo si stanno svolgendo in tutta Italia i vari Congressi di categoria, alternati ai Congressi confederali. Quello dell’USR del Trentino sarà il 7 aprile a Trento presso la Sala della Cooperazione. A questo potranno partecipare 10 delegati del nostro Congresso, essendo la media di iscritti Cisl Scuola del quadriennio, 1.479 (1/150).
A Maggio poi (11-14) si celebrerà il Congresso Nazionale CISL Scuola (a Riccione), al quale parteciperanno 3 delegati, compreso il nuovo Segretario. (1/500)

La sostenibilità sociale del sistema pensionistico


In 15 anni il sistema pensionistico è cambiato radicalmente e in peggio, soprattutto nel pubblico impiego, con l’applicazione di regole uguali tanto per il privato quanto per il pubblico che prevedono o i 40 anni di contribuzione o i 60/65 anni per la vecchiaia. Non esistono più privilegi o disuguaglianze, anche se l’opinione pubblica ritiene che per la scuola sussistano ancora!
In merito alle proposte che circolano sull’innalzamento dell’età pensionabile per la vecchiaia da 60 a 65 anni per le sole donne del pubblico impiego e 67 anni, sempre per la vecchiaia per tutti, non è condivisibile il fatto che ciò venga introdotto obbligatoriamente, al di là dei ragionamenti che si possono fare sull’allungamento dell’aspettativa di vita. Mi preme ricordare che le donne svolgono comunque un doppio lavoro, in casa e fuori, e pertanto dovrebbe essere loro riconosciuto da qualche parte questo lavoro “in nero”.
Inaccettabile anche la differenziazione che si creerebbe tra pubblico e privato. Non si può discriminare chi lavora nel pubblico. I 40 anni di contribuzione devono rimanere comunque un punto fermo, una certezza per tutti i lavoratori.
Inaccettabile che le economie derivanti da questa manovra possano essere utilizzate per nuovi asili nido, invece che per pagare le pensioni. Il finanziamento degli asili nido deve rientrare nella fiscalità generale.

La riforma della contrattazione collettiva, privata e pubblica

Sconvolgente il passaggio dalla Lira all’Euro per gli effetti di dimezzamento del potere d’acquisto dei salari! Si sono accentuate le differenze nella distribuzione del reddito, con nuovi fenomeni di disuguaglianze sociali e di povertà: la forbice tra ricchi e poveri si è allargata visibilmente, riducendo quello che si chiamava ceto medio.
La riforma del calcolo dell’inflazione è di fondamentale importanza e, più in generale, della contrattazione, diventa importante. Tale riforma entrerà in vigore nel 2010 partendo dall’accordo del ’93, che ha perso ormai la sua efficacia sia per l’allungamento dei tempi contrattuali, sia per la perdita di credibilità fra il tasso d’inflazione programmata e quello reale.
I contratti nazionali manterranno la regolazione sulla parte generale ed avranno la durata di 3 anni invece che di 4, sia per la parte normativa che per la parte economica. Utilizzeranno un nuovo indicatore revisionale dell’inflazione (IPCA: indicatore dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia), condiviso dalle parti, migliorativo dell’inflazione programmata, per permettere una tutela maggiore del potere d’acquisto.
Maggior ruolo sarà dato alla contrattazione decentrata. Il nuovo modello porterà minori costi alle imprese e maggiori benefici ai lavoratori, attraverso la detassazione degli aumenti contrattuali che produrranno quindi un salario maggiore.
Sono noti i gravi problemi di rapporto con la CGIL che ha partecipato fino in fondo sulle nuove forme di contrattazione e che invece si è poi defilata al momento della firma, soprattutto per motivazioni politiche, demolendo in tal modo sia quanto si era faticosamente costruito insieme che indebolendo il ruolo dei sindacati in un momento così grave per la recessione in atto.

Decreti Brunetta: trovano molto consenso presso l’opinione pubblica! La cultura neo-liberista esalta il ruolo del privato e del mercato e riduce ai minimi termini il ruolo del sindacato. Siamo d’accordo che gli sprechi vanno certamente eliminati, specialmente nei periodi di crisi, ma sul come vorremmo discutere assieme, senza assistere agli attuali interventi massimalisti, ma piuttosto giungere ad impegni mirati ai problemi reali sui posti di lavoro. Spesso però anche la politica ha avuto ed ha un ruolo importante nella gestione di questa partita degli sprechi. E che dire dei costi della politica divenuti insopportabili e dell’assenteismo nelle aule parlamentari? Forse non è corretto contrapporre il lavoro pubblico all’economia! Efficienza e risparmio anche nel pubblico? Possiamo condividere, ma non ridicolizzare tutta la categoria del pubblico impiego come se tutti fossero “fannulloni”. Se ci si guarda attorno anche nel privato alcuni servizi sono veramente scadenti nella qualità.

Istruzione e formazione professionale



Decreto Gelmini
Tagli di 8 miliardi di Euro (falce in tutti gli ordini di scuola!) Altro che riforma! Ai posteri………..! Ci vorrà del tempo per recuperare i guasti che verranno prodotti! Intanto in tre anni se ne vanno 150.000 posti di lavoro, a differenza dei 5.000 in un anno dell’Alitalia, pur con grande rispetto per questi posti di lavoro; per quelli della scuola, però, nessuno ne parla. Si dice non ci saranno licenziamenti! Certo! Ma ci sarà un sacco di precari che non avranno più il posto di lavoro e difficilmente troveranno anche in futuro spazio nella scuola.
Una riforma della scuola va fatta tenendo conto anche dei suggerimenti dei diretti protagonisti, che forse di scuola se ne intendono un pochino! Non siamo contrari alle riforme, ma certo non fatte in questo modo! Vogliamo partecipare!
Maestro unico: l’unico grado di scuola, la scuola primaria che ci ha permesso di essere ai vertici della graduatorie Pisa/Ocse deve essere demolito; infatti se una casa ha problemi al secondo e al terzo piano si deve demolire anche il primo.
Ah!…, non ci avevo pensato!
Il maestro tuttologo: dopo 18 anni di esperienza, di specializzazione, di team è improponibile ed irrealizzabile, pena un decadimento totale della qualità della scuola. Rispetto a questo abbiamo ottenuto una certa marcia indietro con le ultime modifiche che non prevedono più il maestro unico o prevalente; altra marcia indietro è stata fatta in merito al calcolo dell’organico per permettere la presenza di due insegnanti sul tempo pieno: queste risorse rientrano ora nell’organico di istituto (situazione questa che permette una gestione diretta delle risorse da parte dell’Istituzione senza incidere sulla formazione dell’organico assegnato.
Grembiulino: che dire? Non mi sembra il toccasana, ma ne possiamo sempre discutere, se si vuole!
7 in condotta: si dovrebbe parlare di voto in condotta. Ma anche qui chi è il professionista della valutazione? Il maestro, il professore!
E allora perché non gli si chiede mai che cosa ne pensa?
Ah, il padrone fa il padrone e l’operaio deve fare l’operaio, ho capito!

Nuovi piani di studio

Eliminazione di alcune materie oggi nel curricolo e, domani facoltative, ridotte a spazzatura. Ancora: accorpamento delle cattedre con conseguente diminuzione dei posti di lavoro!
Grandi problemi inoltre per le pagelle quadrimestrali, che sono diventate oggetto di fantasia e di invenzione negli Istituti.
Vorrei capire che cosa succede quando un alunno si sposta dal Trentino verso il resto d’Italia e viceversa, come saranno letti questi documenti? Grande fantasia del nostro Trentino che ha proposto una tabella di equiparazione del sistema decimale italiano con il nostro che fa ridere i polli!
Dieci gradi di valutazione sono stati trasformati magicamente in 5 parole!

RSU/RSA

Il ruolo delle R.S.U. ora RSA è molto importante: è lo strumento contrattuale decentrato a livello locale, è una funzione essenziale di tutela, di sollecitazione, di stimolo per il miglioramento complessivo del trattamento della funzione docente.
I componenti delle RSA hanno diritto a permessi retribuiti e non, richiedono le assemblee nei luoghi di lavoro, hanno diritto ad una bacheca per le affissioni e ad un locale per le riunioni, discutono con il Capo d'istituto i problemi sindacali. I nuovi contratti consentono molto potere contrattuale a questo organismo in sede di Istituto.
Chiediamo, anche in questo Congresso, la vostra disponibilità ad essere delegati per le R.S.A ed a sensibilizzare i colleghi iscritti!
A tutt’oggi risultano scoperte parecchie zone del territorio Trentino!
Qualche Sindacato sta facendo un lavoro molto certosino e pressante sui propri iscritti. Non rientra nel nostro stile, ma aiutateci perché non si può rimanere alla finestra!

A Trento



Rapporti unitari con le altre sigle sindacali Se le varie sigle sindacali sono divise tra loro tutto il sistema sindacale ne risente negativamente.
CGIL e GILDA hanno fatto da soli un giro di assemblee - referendum sul territorio in merito alle nuove forme di contrattazione. Se non avessero fatto il referendum avrei partecipato assieme a loro alle assemblee per spiegare ai lavoratori la posizione del nostro sindacato. Riteniamo che il loro modo di agire sia in effetti un attacco frontale alla CISL che non condivide per nulla questa sistema di operare; infatti i referendum sono sempre stati fatti assieme su argomenti condivisi dai sindacati unitari! Per la verità la GILDA non ha firmato l’accordo sui contratti triennali, in attesa di riflessioni, quindi secondo noi avrebbe fatto bene a starne fuori, ma ha voluto cavalcare l’onda.
Con la UIL i rapporti sono sempre stati delicati: da sempre si fanno assemblee insieme a questa sigla solamente quando quest’ultima ritiene che siano argomenti di carattere unitario; diversamente per la UIL l’unitarietà è un valore da giocare a seconda del vento che tira. Speriamo che si possa superare anche questo difficile momento e che si ritrovi la necessaria unitarietà confederale!

La legge 5/2006 (Salvaterra) Un giudizio complessivamente positivo, con una grossa critica sulle forme di partecipazione alla stesura dei regolamenti ed ancora peggio sui piani di studio (su mia richiesta ci è stata presentata una cornice pedagogico/filosofica nel mese di febbraio). Una grossa occasione mancata per confrontarci ed esprimere i nostri pareri al politico, affinché apporti quelle necessarie correzioni prima di portarla in discussione in aula. La revisione dei curricoli, con meno materie e meno ore porterà anche in Trentino problemi di organici. Già l’ultima delibera, modificando i parametri per la formazione delle classi nella scuola primaria dà un risultato negativo pari a meno 60 unità.
Le esternalizzazioni in atto per il personale ATA ed assistenti educatori, ma anche per alcune materie nel mondo degli insegnanti, in Trentino è un altro grosso problema attuale e purtroppo futuro.

40 ore provinciali e pensionabilità
Nonostante la commissione dei 12 abbia lavorato per renderle completamente pensionabili, non abbiamo ottenuto alcun risultato perché le altre Regioni ci guardano con la lente d’ingrandimento. Il dott. Fedrigotti ci disse che se lo Stato non ci pensava, ci avrebbe pensato la Provincia. Purtroppo nel momento della verifica si sono rimangiati la parola e qualcuno aveva addirittura ventilato l’ipotesi che Bruno avesse “l’arterio” e che quindi non ricordasse bene. Peccato per qualcuno che io abbia ancora un’ottima memoria ed anche l’abitudine di appuntarmi quanto viene detto nei diversi incontri e a maggior ragione in quelli importanti
Sappiamo che non è solo un problema politico, ma soprattutto di “borsa”: interessa i pensionamenti dei prossimi 6/7 anni, per avere una pensione maggiore.

Le modifiche balneari:
Dal prossimo anno scolastico si torna alla scuola obbligatoria, ma solo al mattino e soprattutto si può andare a scuola a 5 anni e 4 mesi.
Puntuale come un orologio svizzero il legislatore provinciale, anche quest’anno, colpisce la scuola. Il copione è lo stesso di sempre: in luglio o in agosto vengono approvate modifiche anche sostanziali all’organizzazione scolastica.

Forza Italia, primo firmatario Nerio Giovanazzi, ha presentato il disegno di legge n. 290 di modifica agli articoli 55, 56 e 61 della legge provinciale n. 5 del 2006 “Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino”. Il disegno di legge, approvato lo scorso 16 luglio 2008 con 23 voti a favore ed un astenuto, riguarda il tempo scuola e le iscrizioni anticipate al primo anno della scuola del primo ciclo.
In poche righe cancella l’organizzazione scolastica del primo ciclo, delineata nel testo della legge Salvaterra, peraltro non ancora attuata: l’orario obbligatorio viene ridotto da 1.000 ore a 891 ore annue e prevede 99 ore per le eventuali ore opzionali facoltative; assicura, se richiesto dalle famiglie, la frequenza obbligatoria degli alunni solo alle lezioni del mattino; ma soprattutto permette l’iscrizione alla prima elementare dei bambini di 5 anni e 4 mesi!
Viene cambiato l’assetto della scuola elementare e media, prima ancora che la commissione provinciale incaricata della revisione dei piani di studio abbia terminato il proprio lavoro. La stessa legge provinciale aveva subordinato l’attuazione del nuovo tempo scuola all’emanazione dei rispettivi regolamenti, tra i quali proprio quello che avrebbe accompagnato il nuovo piano provinciale degli studi. Nel frattempo prescriveva Il mantenimento in regime sperimentale di quanto gli istituti stavano già attuando.
Attenti, perché i piani di studio arriveranno a breve nelle scuole e potete/dovete fare osservazioni in merito. Poi vedremo se ne terranno conto oppure no (se ci sarà una vera democrazia).
Quando poi abbiamo letto la modifica che permette l’iscrizione alla prima elementare ai bambini di 5 anni siamo rimasti allibiti: il delirio anticipatorio è davvero eccessivo. Con una mano si ritirano i bambini dalle attività didattiche pomeridiane, rivendicando il loro diritto di trascorrere più tempo in famiglia e, contemporaneamente, con l’altra li si spinge un anno prima a scuola. Si persevera, diabolicamente, nell’errore fatto con gli anticipi alla scuola dell’infanzia, dove per fortuna gli stessi genitori (stando ai dati registrati: una ottantina in tutta la provincia) hanno dimostrato di non corrispondere a questa proposta,
Anticipare le tappe evolutive non aiuta la crescita sana ed equilibrata dei bambini. L’apprendimento ha bisogno di tempi giusti e distesi, anche in una società frenetica. Anzi, proprio per questo dobbiamo restituire ai nostri bambini il diritto a crescere gradualmente, dando loro il tempo di sedimentare le acquisizioni culturali.

Dirigenti scolastici Con i nuovi contratti sono investiti di nuove e delicate responsabilità, ma senza che siano state riformulate le competenze degli organi collegiali, visto che comunque l'autonomia è un processo che deve essere governato attraverso poche, ma chiare e precise regole che permettano proficue e serene relazioni fra le varie componenti presenti nella scuola.
All'interno della CISL di Trento è stato creato un coordinamento di tutti i Dirigenti per poter affrontare meglio le problematiche di tipo generale, un segnale anche per loro di uno sviluppo interno alla nostra Organizzazione che sta dando risultati (vista la richiesta di iscrizione di un nuovo gruppo). Un messaggio per un rilancio del problema, che deve essere maggiormente sentito e portato avanti con passione.

Personale ATA ed assistenti educatori
Solo un cenno in merito a questo personale e a quello delle scuole materne in quanto lascerò poi ampio spazio ai miei colleghi di segreteria.
Il nostro Sindacato si è sempre accollato il compito di proposta e spesso di traino rispetto a tutte le trattative, mentre poi i meriti se li sono presi spesso gli altri! Rivendichiamo con forza tutto il nostro lavoro svolto ed i risultati che sono stati portati a casa soprattutto grazie alla Cisl Scuola. Riteniamo che il Nuovo Contratto sia stato dignitoso e veloce nella corresponsione degli arretrati. Il Nazionale ha appena distribuito briciole rispetto a noi!
Esiste molta microconflittualità fra personale e Dirigenti, fra lo stesso personale e la Provincia, la quale spesso penalizza solo il dipendente. Spesso viene messo in atto un contenzioso anche per cose banali, pensando solo al proprio star bene personale.

Scuole materne
Vi sono grossi problemi, specialmente nelle Scuole materne Equiparate, per via della ristrutturazione/rivoluzione complessiva del sistema che ha trovato tutti i Sindacati contrari, ma la rigidità del Presidente Baldessari e quindi con il blocco complessivo della contrattazione, anche se ora sembra che possa sbloccarsi.
E’ un settore vivace nel tesseramento, unitamente a quello delle scuole private.

Impegni per il nuovo Direttivo

È necessario ripartire nuovamente con slancio ed entusiasmo, con persone disponibili a mettersi in gioco, disposte a lavorare seriamente per il sindacato perché la concorrenza è sempre più grande e sempre più difficile risulta soddisfare le esigenze degli iscritti.
Quindi non una sedia per chi sarà eletto nel Direttivo, ma una posizione dinamica, partecipata, flessibile, trasparente, con una grande disponibilità ad affrontare il nuovo quadriennio.
Solamente se riusciamo a fare squadra e se la squadra sarà forte e, ripeto, coesa il nostro sindacato potrà crescere e consolidarsi ed avanzare sia verso l'interno che verso l'esterno, con una credibilità che via via costruiremo insieme.
In una parola il Sindacato siamo noi e solo noi possiamo farlo diventare grande.
Non possiamo e soprattutto non dobbiamo aspettare gli altri o demandare. È inutile ed è impossibile.
A Noi accettare questa grande sfida, che ci vedrà protagonisti per i futuri quattro anni.

Conclusioni:


Un grazie di cuore alla mia/nostra Segreteria, che ha lavorato tanto e bene con i risultati che si vedono, ai collaboratori delle sedi territoriali, (tutti preziosi), compresa Rosa, al Direttivo, per il quale i tempi spesso sono troppo brevi, e soprattutto perché spesso è difficile far quadrare le necessità di tutti.
Un grazie alla Segreteria confederale per aver mostrato un rapporto collaborativo con la nostra Federazione e l’augurio di poter proseguire sempre in questa direzione, nel rispetto dell’autonomia della categoria, dei ruoli e delle competenze.
Noi del settore scuola siamo ad oltre metà anno scolastico, come sempre difficile, con problemi e situazioni che hanno creato e creano scontento e disagio nella categoria (esami di riparazione nel resto d’Italia e qui recupero debiti all’infinito, prof di educazione fisica alle elementari, applicazioni fantasiose dei contratti….). Per superare le difficoltà è essenziale non abbandonarsi allo sconforto e al mugugno, ma reagire, anche aderendo convinti al sindacato e procurando nuovi iscritti, non rispondendo svogliatamente alle assemblee, mantenendo una partecipazione numerosa agli scioperi o alle manifestazioni (questa volta siete stai molto bravi e vi ringrazio a nome dell’organizzazione: 54,34%).
E' necessario essere protagonisti del proprio lavoro e anche sul proprio posto di lavoro nelle R.S.A., (Sul piano Nazionale si vorrebbe smantellare tutto!)
Con l’ autonomia del nostro sindacato saremo vincenti affrontando i problemi con grinta e decisione, in modo solidale e delegando il meno possibile.
Sarà una stagione intensa che peraltro non ci potrà far allontanare dai concreti problemi di sempre, una stagione da vivere in pieno, come pienamente cerchiamo di vivere il nostro essere gente di scuola.
Aperti alla novità ma, capaci di mantenere il meglio della tradizione e senza cedere a tentazioni di trasformismo.
Propositivi, senza diventare pregiudizialmente antagonisti.
Con i piedi ben saldi a terra, ma senza restare perennemente in attesa di soluzioni da parte degli altri.

A voi il giudizio sul lavoro svolto in questi anni e il vostro voto di fiducia, prezioso e leale, verso chi ha lavorato bene e per chi intende impegnarsi in futuro per la nostra Organizzazione.


Un augurio di buona fine anno scolastico a tutti Voi da parte mia, dei miei e nostri collaboratori.

Bruno Paganini
e la Segreteria della
Cisl Scuola del Trentino


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