14/06/2019 18:27:25

comunicati

Agricoltura, si risponde al bisogno di personale migliorando le condizioni di lavoro

Suscita molte perplessità l'idea di modificare i criteri di condizionalità e di ridurre le quote di ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali

Dichiarazioni dei tre segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino

Favorire l’incontro domanda-offerta per rispondere al fabbisogno di manodopera stagionale in agricoltura è una decisione apprezzabile. Va ricordato che questo compito è assolto da sempre dal sistema provinciale. E’ importante  che ora la Provincia voglia investire di questo ruolo prima di tutto Agenzia del Lavoro che quindi va messa in grado di svolgerlo aumentandone la dotazione organica e le professionalità. Restiamo però convinti che la risposta alla domanda di lavoro in agricoltura passi necessariamente attraverso un miglioramento delle condizioni di lavoro e salariali dei raccoglitori. Allo stesso tempo ci sono operazioni più complesse, anche nell’ambito ortofrutticolo, che richiedono personale specializzato, che dunque va formato e adeguatamente remunerato.
Convince decisamente meno la sollecitazione che arriva dalla giunta provinciale di supportare l’individuazione di manodopera disponibile per l’agricoltura anche attraverso la revisione dei criteri di condizionalità e delle possibilità  di utilizzo di addetti nei lavori socialmente utili, a partire da quelli del Progettone. Queste, anche quando si parla di interventi provinciali, sono normate da leggi nazionali e non possono essere disapplicate. Semmai vanno modificate a livello nazionale sapendo che Agenzia del Lavoro da sempre è la più rigorosa nel sospendere l'accesso agli ammortizzatori sociali di chi rifiuta il lavoro o non partecipa alle attività ricollocazione.
Infine desta molto stupore l’intenzione, espressa nel conchiuso approvato oggi, di studiare le modalità per ridurre le quote di ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali per favorire il ricorso alla manodopera locale. Si tratta di una posizione paradossale. Se oggi mancano lavoratori disponibili è perché quelli provenienti fino ad oggi dall'estero restano nei propri paesi. Stringere ancora i cordoni delle quote d'ingresso di lavoratori stranieri avrà  l'effetto di aumentare ancora il fabbisogno di queste figure creando un danno alle imprese.


Trento, 14 giugno 2019




quest'articolo è stato letto 86 volte

Cerca


NEWSLETTER
vuoi ricevere le nostre
NEWS?
inviaci la tua e-mail
premendo il tasto "accetto" si acconsente al trattamento dei dati così come previsto dall'art.13 della legge 196/03 in materia di Tutela dei dati personali








  

CISL - USR

Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori - Unione Sindacale Regionale

via Santa Croce, 61 - 38100 Trento

P.I. 80016160220 - Tel. 0461215111 - Fax 0461237458

È vietata la riproduzione anche parziale dei testi, senza citare la fonte: www.cisltn.it Copyright © 2006

Le immagini sono dei rispettivi proprietari

INSERISCI LE NOSTRE NOTIZIE NEL TUO SITO

WEB-STYLE