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Tagli per 5,5 milioni di euro alle politiche del lavoro, è un'emergenza

Cgil Cisl Uil: a rischio molte misure a sostegno dell'occupazione e intanto si rischia di sprecare 8 milioni di euro dei trentini sul welfare familiare Lunedì 16 dicembre alle 15.00 presidio sotto la Provincia

Dopo aver tolto agli stranieri tagliando sull’accoglienza e allungando gli anni di residenza per l’accesso al welfare, dopo aver ridotto anche gli aiuti internazionali, in barba al motto aiutiamoli a casa loro, mentre propongono di aumentare le tasse sui redditi più bassi dei trentini alzando l’addizionale Irpef per i redditi tra 15 a 20mila euro annui, adesso la Giunta Fugatti cala la mannaia sul lavoro, tagliando di 5,5 milioni di euro le risorse per le politiche a sostegno dell’occupazione. “Una scelta gravissima che determinerà una vera emergenza – dicono i tre segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino, Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E’ incomprensibile, anche alla luce delle decisioni che l’esecutivo ha assunto sul fronte delle imprese in questa legge di stabilità. Di fatto tutte le misure a sostegno delle aziende vengono confermate, sia gli sgravi Irap che gli incentivi, rimandando all’anno prossimo il nuovo assetto delle imposte locali e a marzo la revisione dei contributi alle imprese che a quanto ci risulta sta avvenendo con un confronto riservato alle associazione datoriali. Qui, invece, si taglia sul lavoro e senza neppure aprire un vero dialogo con chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori in Trentino”.

Il ridimensionamento del bilancio di Agenzia del Lavoro si tradurrà in un contenimento della spesa per la formazione e la riqualificazione professionale, verranno bloccati gli incentivi alle assunzioni stabili per i disoccupati deboli, si cancella la staffetta occupazionale che garantisce non solo una riduzione d’orario ai lavoratori anziani, ma soprattutto l’ingresso stabile di giovani sul mercato del lavoro. Stop, inoltre, al reddito di attivazione, cioè l’incentivo economico per i disoccupati che si accettano una nuova occupazione, e alle misure di conciliazione per le lavoratrici autonome; c’è il rischio più che concreto, infine, che, almeno in prospettiva, anche i lavori socialmente utili per disabili e svantaggiati vengano ridotti.

Scelte dettate dal fatto che ci sono sempre meno soldi anche nel bilancio della Provincia? Se davvero è questo il motivo, non si capisce tra l’altro per quale ragione la Giunta non blocchi una volta per tutte potenziali sprechi di risorse provinciali. E’ il caso delle scelte miopi che si stanno compiendo sul fronte del welfare familiare e che si lega a filo doppio con la questione lavoro. “Non ha alcun senso insistere su bonus bebè e bonus nido a livello locale quando ci sono misure analoghe che verranno assunte a livello nazionale. Questi interventi non saranno tra loro cumulabili, se non parzialmente – insistono i tre segretari -. Le risorse provinciali potenzialmente risparmiabili, che valgono 8 milioni di euro del bilancio Pat, vanno investite per incentivare l’occupazione femminile ed estendere i servizi di conciliazione per sostenere le donne che lavorano e per le famiglie che hanno carichi di cura importanti, legati ai figli ma anche, e sempre di più, ai familiari anziani. E’ inconcepibile pensare di poter sprecare risorse dei trentini senza alcun vantaggio per la nostra comunità”. Su questo fronte i sindacati denunciano il fatto di aver chiesto un incontro al Presidente Fugatti il 13 novembre scorso, ma di non aver mai ricevuto risposta. Per questo chiedono non solo di approvare in Consiglio provinciale l’emendamento che demanda alla Giunta il blocco delle misure provinciali simili a quelle attuate dallo Stato, ma di destinare subito i risparmi prodotti ad altre voci di bilancio.

A questo proposito Cgil Cisl Uil ribadiscono quanto emerso anche nell’ultimo Festival della Famiglia: “I bonus hanno un’efficacia minima o nulla sull’aumento della natalità. Le coppie fanno figli se hanno un buon lavoro e una rete di servizi che li sostenga. Per questo dal nostro punto di vista va esteso e rafforzato l’assegno unico, anche oltre il diciottesimo anno dei figli e servono più servizi per i bambini a cominciare dai nidi, mentre per gli anziani va sostenuto l’invecchiamento attivo e resa capillare la rete di assistenza domiciliare. Si sta sottovalutando quanto investire in questi servizi rappresenti una formidabile occasione di crescita per la nostra economia e l’occasione di creare nuove opportunità di lavoro. Continuare ad immaginare un Trentino dove le persone sono costrette a scegliere tra lavoro e famiglia è avere una visione corta, che guarda al passato invece che al futuro”.
Per tutti questi motivi e per sollecitare la Giunta provinciale ad adottare in Consiglio provinciale le necessarie modifiche al bilancio di previsione della Provincia, Cgil Cisl e Uil organizzeranno lunedì pomeriggio alle ore 15 un presidio in piazza Dante a Trento.

 

Trento, 13 dicembre 2019

 




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