14/02/2009 21:28:50

comunicati

Ancora piano casa

Dichiarazioni dei segretari confederali Cgil Cisl Uil del Trentino Franco Ianeselli, Diego Faccini, Walter Alotti


L'urgenza non è tanto quello di rivedere il Piano casa, quanto quella di attuarlo.
Come è noto, la parte più innovativa del Piano (i 3000 alloggi a canone moderato, pensati per il cosiddetto ceto medio), non è stata nemmeno progettata. Il piano, decennale, dovrebbe essere ultimato nel 2016. Siamo nel 2009 e sul fronte del canone moderato è stato fatto poco o niente. Questo è il tema prioritario da affrontare, anche da parte delle amministrazioni comunali.
Ora, si può anche decidere di rinunciare a progetti utili all'intera comunità, composti da un mix di interventi (canone sociale, moderato e concordato, revisione dell'agevolata, estensione dei fondi di garanzia) ed optare per una concezione “minimale” della politica della casa, privilegiando la politica dei contributi monetari alle famiglie e ai proprietari degli alloggi. Ma attraverso questa strada, più semplice e meno ambiziosa, si rischia di drogare il mercato e si premiano le rendite, facendo lievitare i prezzi degli affitti e delle abitazioni. Sicuramente un buon affare per quegli operatori che fino a ieri hanno “soffocato” le famiglie con affitti tra i più alti d'Italia e che potranno proseguire ad incamerare buoni guadagni grazie a possibili interventi “sregolati” dell'ente pubblico.
Solo aumentando la disponibilità effettiva di alloggi pubblici si può incidere positivamente sul mercato della casa. Al di là di aggiustamenti puntuali al piano decennale, già previsti per il 2012, quello che l'assessore Rossi sembra rimettere in discussione è la stessa natura della politica provinciale della casa. Crediamo che le forze politiche di maggioranza, almeno le più consistenti, debbano prendere posizione. Alla Giunta provinciale rinnoviamo l'invito ad un chiarimento. Lunedì si riuniranno le segreterie unitarie di Cgil Cisl e Uil e formalizzeremo la nostra richiesta.
Il sindacato confederale trentino è abituato ad operare con rigore e serietà. Siamo ovviamente disponibili a qualunque confronto su dati e statistiche condivise.
Ci permettiamo però di osservare come, fino ad ora, stiamo subendo una discussione impostate su annunci, mezze smentite e nuovi annunci, che ricorda purtroppo i “teatrini romani” e rischia di abbassare il livello del dibattito su questioni così rilevanti anche per il futuro della nostra Autonomia.


14 febbraio 2009

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