06/02/2017 09:36:59

comunicati

UNICREDIT - Piano industriale

Conclusa sabato mattina, 4 febbraio 2016, la trattativa sul Piano Industriale 2019 (di Trasformazione) del gruppo UniCredit per il Perimetro Italia.
Patrizia Amico, segretaria First Cisl Trentino, ha partecipato alla difficile trattativa a Milano che si è conclusa con senso di responsabilità da parte del Sindacato, permettendo di mantenere (così come in passato) la volontarietà nelle uscite. Ma il fatto positivo, in controtendenza nel mondo del lavoro, è la creazione di posti di lavoro “stabili”, l'accordo prevede 1300 assunzioni di giovani e la stabilizzazione di 600 apprendisti, in aggiunta alle 1500 già effettuate in relazione al piano 2018.
UniCredit ha previsto l'uscita di quasi 3.900 dipendenti, e l'accordo firmato gestisce la volontarietà all'accesso incentivato al Fondo Solidarietà di settore per un periodo massimo di 54 mesi (a partire da dicembre 2017) , per coloro che maturano la finestra pensionistica dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2023. Anche coloro che avevano aderito al Piano Industriale 2018 (dove era prevista l'uscita di 5.600 dipendenti) con accesso al Fondo Esuberi Straordinario, verrà data la possibilità di anticipare al 31.12.2017 la loro uscita.
Altro aspetto prioritario è stata la forte volontà sindacale di valorizzare i 40.000 dipendenti che restano e che quindi dovranno farsi carico del rilancio dell'Azienda, con la loro professionalità.
Abbiamo definito norme e percorsi per tante materie importantissime, un premio in conto welfare di 800 euro o 600 cash, le basi per il premio aziendale del 2017 e per la definizione del premio variabile di risultato a partire dal 2018, il ripristino dei percorsi inquadramentali, adeguata e certificata formazione, oltre all'introduzione di una commissione sull'organizzazione del lavoro che dovrà presidiare gli interventi organizzativi relativi al Piano.
Inoltre Unicredit ha garantito che nell'arco triennale del Piano non attiverà ulteriori iniziative di gestione di eccedenze occupazionali.
La digitalizzazione e l'innovazione tecnologica portano al cambiamento del modo di fare banca e UniCredit si sta strutturando, anche considerando l'ambizioso aumento di capitale, per rimanere leader nel settore bancario. Dovrà realizzare al meglio nuovi modelli di business sempre più specializzati, canali di vendita focalizzati e coordinamenti più snelli.
In Trentino siamo certamente preoccupati per le ricadute sul territorio, per la diminuzione di organico e per la ristrutturazione della rete che porterà alla chiusura di alcuni sportelli, ma la dichiarata attenzione al turn over e le assunzioni dovranno  permettere anche nel Trentino una giusta valorizzazione e rilancio.
Ora è UniCredit che deve dimostrare di essere una grande banca italiana.



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