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comunicati

ALITALIA, RISPARMIATORI TRADITI, CITTADINI COLPITI ANCHE IN TRENTINO

16 febbraio 2009



Molte le richieste preoccupate di risparmiatori-azionisti che si sono recati nelle scorse settimane presso la sede Adiconsum di Trento. Difficile attivare una class action. Eventuali azioni possono essere avviate verso i vecchi amministratori e verso le banche che hanno venduto i titoli. Adiconsum, intanto, invita obbligazionisti ed azionisti Alitalia a scrivere lettere, mail e fax al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, affinché mantenga le promesse. Ovvero: “Nessun risparmiatore ci metterà un euro per il fallimento Alitalia”.

Il caso Alitalia rischia di andare ad allungare la lista delle vicende del risparmio tradito. Gli obbligazionisti coinvolti sono circa 40.000 in tutta Italia e un numero ancora maggiore sono gli azionisti. I titoli azionari Alitalia, dopo la sospensione del 4 giugno 2008, non sono più quotati in borsa dal 26 gennaio 2009.
In totale gli investitori privati hanno in mano titoli per 581,7 milioni di euro. Anche diversi cittadini trentini sono in possesso di questi titoli, e nelle scorse settimane in molti si sono recati presso la sede Adiconsum di Trento per capire come muoversi. Vito Di Maio, responsabile Adiconsum regionale, riassume così la vicenda.
“La situazione è molto complessa, ma chiara: la vecchia Alitalia non esiste più e il commissario straordinario gestisce solo debiti (2,2 miliardi) e dipendenti in cassa integrazione; la nuova Alitalia è di proprietà della CAI (Compagnia Aerea Italiana), a cui non può essere addossato nessun impegno economico relativo alla vecchia compagnia. Una situazione che deriva dall'emanazione di una specifica legge, che ha consentito la creazione di una “scatola vuota”, la vecchia Alitalia, e di costituire una nuova società con un esborso di poco più di un miliardo di euro”.
Ma veniamo a quello che è stato fatto per i risparmiatori, come sottolinea Di Maio. “Per le obbligazioni è stata effettuata , presso il Tribunale di Roma, la domanda di insinuazione al passivo, da parte del rappresentante comune degli obbligazionisti, avvocato Gianfranco Graziadei. E' da ricordare che gli obbligazionisti saranno, eventualmente, rimborsati solo dopo il rimborso di tutti i creditori privilegiati (erario, lavoratori, fornitori, ecc.) e solo se dalla procedura fallimentare risulteranno ancora delle posizioni attive da ripartire. E', quindi, evidente che questa suona come una presa in giro visto che si tratta di una società a cui sono stati scaricati solo debiti.

Anche la possibilità della class action sembra essere molto difficile in quanto da un lato sarà possibile avviare queste azioni solo dal 1° luglio 2009, dall'altro la retroattività sarà solo di sei mesi. Eventuali azioni possono essere avviate invece verso i vecchi amministratori Alitalia, nonostante la “irresponsabilità” prevista con una legge, da molti ritenuta incostituzionale e, soprattutto, verso le banche che hanno venduto i titoli”.
A fronte di tale situazione l'Adiconsum, Associazione Regionale Difesa Consumatori promossa dalla Cisl, chiama in causa il governo.
“E' indispensabile – afferma Di Maio - che rispetti gli impegni presi, ovvero che sia rispetta ala dichiarazione: “nessun risparmiatore ci metterà un euro dal fallimento Alitalia”. A quel tempo si disse che sarebbero stati tutelati anche attraverso il recupero dei fondi dei conti dormienti, ma di questo impegno nessuno oggi parla più. Per questo chiediamo che si aumenti con ulteriori capitali il Fondo conti dormienti, così da consentire a migliaia di risparmiatori di recuperare parte di quanto hanno perso negli ultimi anni. Infine è fondamentale che sia rivista la legge che ha previsto la netta separazione tra vecchia e nuova Alitalia”.
A livello nazionale Adiconsum invita gli obbligazionisti e gli azionisti Alitalia a far sentire la propria voce, inviando al presidente del consiglio Silvio Berlusconi fax, lettere ed e-mail per ricordargli gli impegni assunti in merito alla vicenda Alitalia.

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