19/12/2009 13:01:44

assemblee

UN NATALE DI SOLIDARIETA’

19 dicembre 2009



Ieri si è svolto l'incontro di fine anno con 50 delegati: ospite una rappresentante di Mandacarù. Nobis: “Esempio importante per un futuro più giusto”

Ieri, venerdì 18 dicembre, la Fim Cisl del Trentino, nell'incontro di fine anno con circa cinquanta delegati, ha ospitato una rappresentante della cooperativa Mandacarù per conoscere la realtà del commercio equo e solidale.

“La Fim Cisl – spiega il segretario Massimiliano Nobis - nel congresso territoriale tenuto la scorsa primavera aveva sottolineato come la crisi economica che da più di un anno e mezzo sta colpendo il nostro tessuto produttivo sia figlia di economia reale a traino della finanza e di una iniqua redistribuzione del reddito allargando sempre più questi anni la forbice tra redditi alti e bassi. La giornata di ieri, quindi, aveva l'obiettivo di vedere come è possibile strutturare un modello di sviluppo con azione economiche e di finanza “fuori dal coro””.

Il Ctm è la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e la seconda a livello mondiale. La sua mission sta nella promozione e nella realizzazione di iniziative di economia solidale per l'autosviluppo dei popoli, contadini e artigiani soprattutto, nel sud del mondo. Il consorzio sviluppa la sua azione economica attraverso la cooperazione con i piccoli produttori nei paesi in via di sviluppo dove l'attività produttiva e l'accesso ai mezzi di produzione devono essere ripartiti equamente tra tutti i componenti, senza distinzione di sesso, età, condizione sociale e religione. Diventando anche importanti strumenti di riscatto per i paesi del cosiddetto terzo mondo.

“Si è apprezzato – continua Nobis - come l'attenzione data a piccole realtà produttive dei paesi del sud abbia permesso l'emancipazione di interi villaggi, stimolando una crescita sostenibile con il territorio e l'ambiente. In questo tunnel buio – sottolinea il segretario - alimentato da questa crisi economica scoprire che altri modelli di sviluppo sono praticabili danno slancio per reagire a questo difficile momento per stimolarci a ridisegnare un modello economico dove il lavoro possa diventare occasione di emancipazione e realizzazione. Portando l'economia a servizio della persona e non viceversa. Nello scorso semestre molti economisti sottolineavano come le regole che hanno regolato il rapporto tra finanza e mercato reale dovessero essere riscritte per evitare altre situazioni di crisi così gravi. Queste intenzioni si sono perse e oggi nessuno più parla di una finanza al servizio dell'economia reale e di distribuire la ricchezza prodotto con più equità . La preoccupazione –conclude Nobis - è che non ci sia la volontà politica di effettuare cambiamenti strutturali e mantenere il modello di sviluppo che ci ha condotto in questa grave crisi”



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