08/05/2008 03:16:52

assemblee

La tutela della maternit?

07/05/2008



Incontro pubblico con una domanda: La maternità è uguale per tutte?
IN TRENTINO OLTRE 6.000 PRECARI “CONCILIARE FLESSIBILITA' E TUTELE”
Conte (Alai Cisl): “Si deve fare di più per non creare lavoratori di serie B”




Contratti a tempo, a progetto, a collaborazione. Ce ne sono di tutti i tipi e, soprattutto, ce ne sono sempre di più. Si calcola che i collaboratori puri, in Trentino, siano circa 6.000 e di questi oltre la metà sono donne. I professionisti iscritti alla gestione separata sono 1.639, i collaboratori quasi 36.000, i professionisti collaboratori oltre un migliaio, i committenti 10.000. Dati frutto dei vari provvedimenti legislativi che hanno interessato il mercato del lavoro atipico o non standard, modi diversi per non dire la parola “precario”. La legge Treu del 1997 e poi la legge Biagi del 2003. Quest'ultima, per la verità, ha in qualche modo normato i nuovi lavori, ma nonostante tutto in nome della flessibilità sono state istituite 38 tipologie di contratti. Una jungla nella quale il sindacato deve impegnarsi con forza per tutelare lavoratori deboli. Anche di questo si è parlato all'incontro organizzato dalla Provincia sul tema della maternità presso la Sala Grande dell'Istituto Trentino di Cultura. Salvatore Conte, responsabile della Alai Cisl, ha proposto un viaggio all'interno del mondo del lavoro atipico, spiegando che grazie alla Finanziaria 2007 ci sono stati dei miglioramenti. “In base ad un decreto anche alle lavoratrici a progetto vengono riconosciuti l'interdizione in caso di gravidanza a rischio, l'interdizione dal lavoro per i 2 mesi precedenti e i 3 mesi successivi al parto, e la possibilità di sfruttare i congedi parentali per un periodo massimo di 3 mesi nel primo anno di vita del bambino. In ogni caso ci sono ancora degli aspetti oscuri: ad esempio la lavoratrice a progetto non ha diritto ai riposi giornalieri per l'allattamento”, sottolinea Conte. Per quanto riguarda la nostra provincia, la legge regionale 1/2005 ridistribuiva risorse a tutela dei soggetti più deboli e prevedeva la copertura previdenziale per i lavoratori atipici in “sosta forzata”. “Una proposta sostenuta con vigore dalla Cisl e dall'Alai in particolare – spiega Conte – e chissà che nel virtuoso Trentino non si riesca a stabilire uno “statuto dei lavori” che in Italia è finito nel dimenticatoio. Noi – conclude – vogliamo conciliare la flessibilità con la tutela dei lavoratori per fare in modo che non ci siano madri di serie A o di serie B e, soprattutto, figli di serie A o di serie B e che il lavoro precario non generi fenomeni di marginalizzazione, insicurezza, stress e malattie psicosomatiche”.

 

L'intervento di Salvatore Conte
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