11/08/2007 12:57:00

Notiziari

Lavoro & Società luglio 07

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SOMMARIO

  • Editoriale
  •  Il ruolo decisivo della CISL per un accordo importante
  • Accordo sulle pensioni, welfare e mercato del lavoro: ecco cosa cambia (sintesi)
  • La riforma Prodi e quella di Berlusconi a confronto
  • L’accordo sulle pensioni d’anzianità
  • I pensionati
  • I beneficiari dell’intesa
  • Gli aumenti alle pensioni di importo basso
  • Gli aumenti ai beneficiari di trattamenti assistenziali
  • I giovani
  • Evasione fiscale: annullare i finanziamenti alle imprese che non rispettano le regole

 

 


ERRATA CORRIGE: si segnala che nella versione cartacea arrivata per posta, a pagina 7 paragrafo 6 sez per il 2007 punto 3 vi è un errore di stampa. Pertanto la cifra stampata "288 euro" è da intendersi "388 euro".



EDITORIALE

Il giorno 23 u.s., dopo un lungo e complicato negoziato con il Governo, è stato siglato un accordo su stato sociale e previdenza di notevole importanza per i lavoratori ed i pensionati. Di fatto con l’accordo, viene superato il c.d. “scalone” di Maroni, si ripristina gradualità nell’accesso alla quiescenza dei lavoratori e si confermano ed ampliano tutele ed istituti pre-esistenti ad iniziare dal lavoro usurante e finendo sugli ammortizzatori sociali.
Senza enfasi si può senz’altro affermare che i contenuti di quest’accordo, casualmente firmato in periodo coincidente a quello del 1993, raggiunge l’obiettivo di conciliare le esigenze degli attuali lavoratori con quelle dei giovani. Non a caso il nostro slogan è “la CISL unisce” proprio per interpretare al meglio anche quelle necessità sociali e lavorative delle future generazioni.
Una concreta risposta, quindi, a chi accusa il sindacato di conservatorismo e di difesa solo delle attuali fasce del mondo del lavoro. Una dimostrazione reale che il precariato non si combatte solo con enunciazioni di principio o luoghi comuni bensì con atti concreti e con lungimiranza nell’esercitare il proprio mandato.
L’accordo, molto articolato e complesso, sarà sottoposto ad una “consultazione certificata” di lavoratori e pensionati a partire dal prossimo mese di settembre.
In attesa di aprire, pertanto, un approfondimento nel merito, provvedo ad inviarTi una sintesi schematica dell’accordo invitandoTi a partecipare a tutti i momenti di dibattito che saranno programmati dalla nostra Organizzazione. A disposizione per eventuali chiarimenti e/o riunioni, in attesa di incontrarsi mi è gradita l’occasione per porgerTi i più cordiali saluti


Nicola Ferrante
Segretario Generale CISL del Trentino

 


 

UN RUOLO DECISIVO DELLA CISL PER UN ACCORDO IMPORTANTE E NEL SEGNO DELLA CONCERTAZIONE


Pensionati

  • Aumento delle pensioni più basse, salvaguardando l’anzianità contributiva;
  • Istituzione di un tavolo periodico Governo – OO.SS. per la rivalutazione delle pensioni in essere;
  • Estensione al 100% dell’indicizzazione al costo della vita per i trattamenti compresi nelle fasce di reddito da tre a cinque volte il trattamento minimo;
  • Impegno a superare il divieto di cumulo fra pensione e reddito da lavoro



Giovani

  • estensione della totalizzazione dei periodi contributivi;
  • riscatto contributivo della laurea più vantaggioso;
  • revisione modalità e criteri per la modifica dei coefficienti, salvaguardando l’equità sociale;
  • aumento aliquota contributiva parasubordinati



Ammortizzatori sociali


A regime:

  • progressiva armonizzazione di indennità di disoccupazione e mobilità;
  • estensione della cassa integrazione, con specificità di funzionamento nei diversi settori


Interventi immediati:

  • aumento dell’importo e della durata della indennità di disoccupazione;
  • aumento dell’importo e della durata dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti
  • copertura figurativa per l’intero periodo, riferita alla retribuzione.


Donne

  • potenziamento degli attuali strumenti, nuovi incentivi per la conciliazione tra lavoro e vita familiare, incentivi al part-time “lungo”;
  • rafforzamento servizi per l’infanzia e agli anziani;
  • adozione di sistemi per misurare le discriminazioni di genere.

Lavoratori attivi

  • Superamento dello scalone e modifica dei criteri per l’accesso alla pensione di anzianità;
  • Deroghe per le attività di lavoro particolarmente usuranti;
  • Pensionabilità dei premi di risultato definiti dalla contrattazione di secondo livello;
  • Detassazione di una quota delle retribuzioni previste dalla contrattazione di II° livello.

Mercato del lavoro

  • limiti di durata per i contratti a termine e diritto di precedenza alla riassunzione;
  • decollo dell’apprendistato;
  • incentivi ai part-time lunghi e per motivi di cura;
  • incentivi alla somministrazione a tempo indeterminato
  • potenziamento dei servizi per l’impiego

 

UNA RISPOSTA CONCRETA ALL’EQUITA’ SOCIALE E INTERGENERAZIONALE

 


 

 ACCORDO SULLE PENSIONI, WELFARE E MERCATO DEL LAVORO: ECCO COSA CAMBIA

(Sintesi)


Il 23 luglio 2007 si è concluso il confronto tra Governo e parti sociali su pensioni, welfare, tutele del mercato del lavoro e crescita.
L'accordo raggiunto per il superamento dello “scalone” segna l’epilogo di un confronto serrato e prevede una serie di interventi che comporteranno, coerentemente con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del patto di stabilità, un importante impiego di risorse per migliorare il sistema pensionistico, le tutele contro la disoccupazione, la condizione dei giovani e il governo del mercato del lavoro e le sue regole, garantendo e rafforzando la stabilità finanziaria del sistema. L’intervento insieme alle misure già adottate (aumento delle pensioni basse e miglioramento delle pensioni future per i giovani ) si configura come uno dei più rilevanti tra le riforme di riorganizzazione e miglioramento dello stato sociale degli ultimi venti anni, e completa la riforma previdenziale già attuata.
Ecco tutte le novità contenute nell’accordo:
La definizione di un nuovo sistema di età pensionabile: è abrogato il brusco innalzamento dell’età di pensione a 60 anni dall’1 gennaio 2008 (il cosiddetto “scalone” introdotto dalla legge 243/04), sostituito da un percorso graduale, attraverso la definizione di “scalini” e quote costituite dalla somma di età anagrafica e anni di contributi;
La disciplina dei lavori usuranti: sono state individuate le risorse (fondo decennale non inferiore a 2 miliardi di euro) che consentiranno di andare in pensione con 3 anni di anticipo ai lavoratori impegnati nei lavori usuranti, che saranno i lavoratori impegnati nei lavori con turni notturni, i lavoratori addetti a linee a catena e ai mezzi pubblici pesanti;
Per i lavoratori in mobilità: l’uscita prima dell’età di pensionamento qui prevista;
Il rafforzamento dell’impianto del sistema contributivo: introdotto dalla riforma del 1995, applicando dal 2010 (e poi triennalmente) i nuovi coefficienti di trasformazione definiti nel 2005, e costituendo una commissione per verificare e proporre modifiche che tengano conto delle nuove condizioni economiche e del mercato del lavoro;
La futura definizione (tramite una commissione) di un intervento sulle finestre di uscita: per le pensioni di vecchiaia e sulle finestre di uscita, portandole a quattro, per i lavoratori che hanno 40 anni di contributi;
Un intervento sui trattamenti privilegiati e i fondi in squilibrio: applicazione di un contributo di solidarietà su quei fondi che provocano squilibri finanziari rilevanti che si vanno accentuando nel tempo;
La definizione di alcuni interventi solidaristici;
sospensione per un solo anno sulle pensioni superiori 8 volte il minimo;
aumento di un punto dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata con altre coperture previdenziali, con corrispondente aumento delle pensioni;
La detassazione parziale per i lavoratori dei premi di risultato: da attuarsi, nella prossima legge finanziaria, con 150 milioni di euro per il 2008;
Il riordino e la razionalizzazione degli Enti previdenziali: mediante la presentazione di un piano industriale da parte del Governo entro il 31 dicembre 2007; per aumentare l’efficacia del sistema degli enti e ridurre gli oneri di gestione del sistema previdenziale con una clausola di salvaguardia.
Gli interventi su scalone e lavori usuranti avranno un costo di 10 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno altri 4 miliardi, sempre reperiti negli interventi sul sistema previdenziale, relativi alle finestre di uscita.
A queste risorse vanno aggiunte, per il sistema previdenziale, 13 miliardi di euro circa in dieci anni, destinati alle pensioni basse, e 2 miliardi di euro in dieci anni per il miglioramento delle pensioni dei giovani.
In totale quindi un impiego complessivo di risorse per lo stato sociale di 29 miliardi nel decennio compensati integralmente da risparmi e risorse identificate nel sistema previdenziale e dall’utilizzo di un parte dell’extragettito.
Ecco di seguito alcuni “focus” sui temi principali.


Ammortizzatori sociali

Il progetto di riforma si svilupperà nel tempo con l’obiettivo dell’unificazione dei trattamenti di disoccupazione e mobilità. L’intervento immediato, in ogni caso, prevede il miglioramento dell’indennità di disoccupazione in termini di durata (da 6 a 8 mesi, mentre sarà di 12 mesi per gli ultracinquantenni) e in termini di importo (60% dell’ultima retribuzione per 6 mesi, 50% dal 7˚ all’8˚ mese, 40% nei mesi successivi). Inoltre, il sostegno al reddito per coloro che hanno contratti di lavoro a termine di breve durata passerà dal 30 al 35% per i primi 120 giorni e al 40% per i successivi, per una durata massima di 180 giorni. E’ anche garantita la copertura previdenziale figurativa per l’intero periodo di godimento delle indennità, con riferimento alla retribuzione percepita.


Mercato del lavoro

Gli interventi più significativi riguarderanno la disciplina dei contratti a termine e il potenziamento dei servizi pubblici per l’impiego, che sono essenziali nel progetto di riforma degli ammortizzatori sociali. Il Governo si impegna, inoltre, a rivedere il sistema degli incentivi all’occupazione e la disciplina del contratto d’inserimento. Le altre tipologie contrattuali su cui è previsto l’intervento sono l’apprendistato, il part time, il lavoro a progetto e il lavoro occasionale. In particolare, per il contratto a tempo determinato, si stabilisce il limite di 36 mesi alla possibilità di reiterare i contratti (comprensivi di proroghe e rinnovi), dopo il quale nuovi contratti a termine possono essere stipulati solo davanti alle Direzioni provinciali del lavoro e con l’assistenza sindacale. Infine, sono previsti il miglioramento delle norme sui disabili, la modifica della disciplina sugli appalti, la conferma dell’agevolazione contributiva INAIL dell’11,5% per l’edilizia in modo da favorire la diffusione del contratto a tempo indeterminato.


Competitività

L’intervento riguarda l’incentivazione della contrattazione di secondo livello al fine di sostenere la competitività delle aziende e migliorare la retribuzione di risultato dei lavoratori. In sostanza, il trattamento a favore delle aziende e dei lavoratori, che contrattano il premio di risultato, viene migliorato sia aumentando la percentuale di sgravio alle imprese al 25%, sia innalzando il tetto del premio. Nell’ambito di queste misure anche i lavoratori saranno sgravati dai contributi previdenziali e sarà garantita la pensionabilità piena del premio di risultato. Saranno detassate quote di premio di risultato mediante lo stanziamento in legge finanziaria di 150 milioni e sarà abolita la contribuzione aggiuntiva, a carico delle imprese, sulle prestazioni straordinarie.


Giovani

Sono previste una serie di misura mirate a sostenere il reddito e la previdenza per i giovani con carriere lavorative discontinue. Ad esempio: la copertura figurativa di periodi di disoccupazione ed il miglioramento di previdenza per i parasubordinati. Inoltre saranno attivati tre fondi di rotazione per i lavoratori parasubordinati, per il microcredito e per i giovani lavoratori autonomi per un ammontare nel triennio di 150 milioni.


Donne

Per favorire la partecipazione delle donne al lavoro, il Governo si impegna ad inserire, nella prossima legge finanziaria, interventi mirati a incentivare i regimi d’orario legati alla necessità di conciliare lavoro e vita familiare, potenziando quanto già previsto dall’articolo 9 della legge. Inoltre si rafforzeranno le iniziative di sostegno ai servizi per l’infanzia e per gli anziani non autosufficienti.


La dichiarazione di Raffaele Bonanni

Il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in un intervento a “Conquiste del lavoro”, ha apprezzato l’accordo sulle pensioni, ritenendolo “la migliore risposta che il sindacato poteva dare alle lobby finanziarie e a certa stampa che ha ostacolato per mesi il mondo del lavoro per andare oltre lo “scalone” e garantire un nuovo welfare a sostegno dei pensionati, dei lavoratori e delle generazioni future. (…) Questo accordo si raccorda alle intese dei primi anni Novanta, quando toccò al sindacato rispondere alla crisi della politica per fronteggiare una grave crisi economica e finanziaria. Come allora, la Cisl in primo luogo ha fatto la sua parte rintuzzando chi agitava lo spauracchio di un inesistente conflitto tra vecchi e giovani”.


LORENZO POMINI - GIOVANNI TASCINO
Segretari Confederali CISL

 


 

 L’età di pensionamento dei lavoratori dipendenti:
La riforma Prodi e quella di Berlusconi a confronto

 

Riforma Berlusconi - Maroni

  • Dal 2008 si accede alla pensione di anzianità con 35 anni di contribuzione;
  • Dal 2010 con 35 anni di contribuzione e 61 anni di età (per gli uomini);
  • Dal 2014 con 35 anni di contribuzione e 62 anni di età (per gli uomini)
  • Resta confermata la possibilità di accesso alla pensione di anzianità, a prescindere dall’età anagrafica, con 40 anni di anzianità contributiva ( due finestre per la decorrenza)

Riforma Prodi –Damiano

  • Dal 2008 si accede alla pensione di anzianità, con 35 anni di contribuzione e 58 anni di età;
  • Dal 1° luglio 2009 “quota 95” (con minimo 59 anni);
  • Dal 1° gennaio 2011 “quota 96” (con minimo 60 anni);
  • Dal 1° gennaio 2013 “quota 97” (con minimo 61 anni), con la possibilità di posticiparne la decorrenza, previa verifica fra il Governo e le parti sociali.
  • Resta confermata la possibilità di accesso alle pensioni di anzianità, a prescindere dall’età anagrafica, con 40 anni di anzianità contributiva (4 finestre per la decorrenza)
  • Per le donne viene abolita la pensione di anzianità; Passaggio da 4 a 2 “finestre” per la decorrenza della pensione di anzianità;
  •  Deroghe molto limitate (fino a 10000 lavoratori in mobilità corta del mezzogiorno)
  • Confermata la possibilità di accesso alla pensione di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, con almeno 20 anni di contributi;
  • I lavoratori che abbiano svolto attività particolarmente usuranti, per almeno la metà del periodo di lavoro complessivo potranno accedere al pensionamento con requisito anagrafico ridotto di 3 anni, rispetto a quello previsto

 

 

 


 

I pensionati

L’accordo prevede:
Il potenziamento della perequazione automatica al costo della vita delle pensioni, prevedendo la rivalutazione al 100% dei trattamenti pensionistici per le fasce comprese da tre a cinque volte il trattamento minimo (2.820.000 beneficiari del provvedimento)
 
Uno stanziamento pari a 900 milioni per l’anno in corso e 1.300 milioni di euro per gli anni successivi per l’aumento delle pensioni basse, sulla base dell’anzianità contributiva maturata
 
Un tavolo periodico Governo - OO.SS. maggiormente rappresentative, per la rivalutazione delle pensioni in essere, dando attuazione all’art. 11, comma 2, del D.Lgs 503/92
 

Il Governo si impegna ad esaminare modifiche al regime di cumulo fra redditi da lavoro e pensione al fine di:

  • Incentivare la maggiore permanenza in attività di lavoro dei lavoratori anziani;
  • Contrastare il lavoro sommerso ed irregolare dei pensionati, favorendo trasparenti e regolari condizioni di attività
 

I beneficiari dell’intesa del 10 luglio 2007:

  • 2.820.000 sono i beneficiari del provvedimento che estende la perequazione automatica al costo della vita delle pensioni al 100% per i trattamenti pensionistici compresi fra tre e cinque volte il trattamento minimo;
  • 300.000 sono i soggetti più svantaggiati (titolari di pensioni e assegni sociali, trattamenti di invalidità, ecc.) che, a partire dal 2008, avranno un incremento delle maggiorazioni sociali al fine di assicurare un reddito individuale mensile complessivo pari a 580 euro;
  • 3.100.000 pensionati riceveranno aumenti legati alla propria storia lavorativa, sulla base dei contributi versati.
 

Gli aumenti alle pensioni di importo basso

L’accordo prevede l’incremento per le pensioni previdenziali percepite da pensionati lavoratori dipendenti di età pari o superiore ai 64 anni, con reddito individuale non superiore a una volta e mezzo il trattamento minimo (655 euro mensili) pari a:

Per il 2007:

  • 259 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva fino a 15 anni;
  • 324 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva oltre i 15 anni e fino a 25 anni;
  • 388 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva oltre i 25 anni

Dal 2008:

  • 336 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva fino a 15 anni;
  • 420 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva oltre i 15 anni e fino a 25 anni;
  • 504 euro per coloro che abbiano un’anzianità contributiva iltre i 25 anni
 

Gli aumenti ai beneficiari di trattamenti assistenziali


L’accoro prevede, a partire dal 2008:

  • L’incremento delle maggiorazioni sociali per i soggetti con pensioni assistenziali (assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti) al fine di assicurare un reddito individuale mensile complessivo pari a 580 euro;
  • Per accedere al beneficio resta confermato il limite reddituale coniugale e l’età minima di 70 anni, salvo che gli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi assoluti, per i quali l’età minima è stabilita a 60 anni;

 


 

I giovani

 

Disposizioni agevolative per il riscatto di laurea
Viene reso possibile il riscatto del corso legale di laurea, ai fini pensionistici, a condizioni più vantaggiose, prevedendo una rateizzazione fino a 10 anni e ad interessi “zero”

 

Totalizzazione piena dei periodi assicurativi nel contributivo
Per i giovani che sono nel sistema contributivo sarà possibile utilizzare tutti i contributi versati in qualsiasi gestione, per ottenere un’unica pensione, rimuovendo le previsioni che limitano la possibilità di cumulare i versamenti contributivi sia per il conseguimento del requisito di accesso al pensionamento che per l’ammontare della pensione.

 

Estensione della totalizzazione periodi assicurativi nel retributivo
Si riduce da 6 a 3 anni il requisito contributivo minimo, per poter totalizzare i periodi contributivi maturati in ciascuna gestione, per i lavoratori nel sistema retributivo o misto che abbiano raggiunto 65 anni di età o 40 anni di contributi

 

È previsto il completamento della armonizzazione delle aliquote contributive per le varie categorie di assicurati e la estensione delle tutele sociali e contributive dei giovani con occupazione precaria e discontinua (è previsto l’aumento graduale dell’aliquota dei parasubordinati, finalizzata a rafforzare la posizione pensionistica dei giovani parasubordinati; è stata estesa l’indennità di disoccupazione; sono previste migliori condizioni per il riscatto di laurea)

 

Al fine di garantire una piena copertura previdenziale, la contribuzione figurativa verrà assicurata per l’intero periodo di godimento delle indennità di disoccupazione, con riferimento alla retribuzione gia percepita

 

Sono state, inoltre, previste misure a sostegno della previdenza, del reddito e dell’occupazione

  • Istituzione di un fondo credito per i parasubordinati al fine di erogare crediti fino a 600 euro mensili per 12 mesi, al fine di coprire eventuali periodi;
  • Istituzione di un fondo per il microcredito per promuovere e sviluppare attività innovative di giovani e donne, riprendendo l’esperienza dei prestiti d’onore;
  • Aumento dell’importo degli assegni di ricerca presso le Università.

 


 

EVASIONE FISCALE: ANNULLARE I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE CHE NON RISPETTANO LE REGOLE


In seguito ad una serie di controlli dell’Agenzia delle Entrate sul territorio provinciale si è venuti a conoscenza che il 48% dei locali pubblici non fa lo scontrino. Su 67 esercizi controllati, infatti, ben 32 non hanno battuto lo scontrino o compilato la ricevuta fiscale. Proprio in questo periodo l’assessore all’industria Marco Benedetti ha proposto di tagliare l’Irap dello 0,50: un’idea che è stata già lanciata dalla Provincia di Bolzano, di conseguenza non dobbiamo rincorrere i “vicini” su questioni che non ci convincono del tutto. In Trentino, in base al disegno di legge 6, sono già previsti incentivi economici ed esistono possibilità concrete di finanziare quelle imprese che si caratterizzano per innovazione. Sarebbe una scelta sbagliata, invece, dare vita a sgravi fiscali indifferenziati e non selettivi. Anche a livello nazionale, ad esempio, si finanziano quelle imprese che intervengono su innovazione ed operano con contratti a tempo indeterminato. La riduzione dell’Irap stona anche alla luce della marcata evasione fiscale di elusione contributiva riscontrata in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate. La proposta dell’assessore Benedetti, a nostro parere, va messa da parte fino a quando non ci saranno regole certe e tutti pagheranno le tasse. Al momento la situazione è inequivocabile: è ancora troppo elevata la percentuale di imprese che evadono ed eludono e che per certi versi sono collettori di lavoro nero. Per questo la Cisl del Trentino lancia una proposta fatta già qualche anno fa: sospendere o addirittura cancellare ogni finanziamento pubblico a quelle imprese che eludono ed evadono e non rispettano i contratti collettivi di lavoro”.


NICOLA FERRANTE
Segretario Generale Cisl del Trentino


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