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Congressi

FEMCA CISL, FIDUCIA A CORRADO DALVIT “CONTRO LA CRISI INVESTIRE SU RISORSE UMANE”

13 marzo 2009


Corrado Dalvit è stato confermato alla guida della Femca Cisl del Trentino per altri 4 anni durante il 3° Congresso Regionale che si è svolto stamani presso l'Aerhotel di Mattarello. Dalvit, 54 anni, già nel 1993 fu nominato segretario generale della Flerica, poi nel 2001 ha assunto l'incarico di segretario generale della Femca Cisl del Trentino che rappresenta 670 iscritti nei settori energia, moda, chimica e affini. La novità è rappresentata dalla segreteria che sarà composta da due donne: Antonella Liuzzo e Giovanna Pastoris. All'assemblea, oltre al segretario generale della Cisl trentina Lorenzo Pomini, era presente anche il segretario nazionale della Femca, Osvaldo Boglietti.

Cambiare strategia per fronteggiare la crisi economica. Non guardare solo al profitto, come accaduto nell'ultimo decennio, ma orientare le scelte puntando sulla formazione delle risorse umane per una sempre maggiore qualità. Questo l'invito di Corrado Dalvit agli imprenditori trentini. “Chi ha voluto fare soldi con le delocalizzazioni – ha sottolineato il sindacalista – ha fallito. Ormai i segnali di questo fatto sono chiari e riportati anche da autorevoli quotidiani nazionali. Gli imprenditori che hanno lasciato gli stabilimenti italiani per delocalizzare, con il solo obiettivo di fare soldi subito, hanno sbagliato ed ora stanno iniziando a fare marcia indietro”. Adesso non è più il momento di fare mosse azzardate, perché c'è una crisi profonda da affrontare. “Le imprese – ha affermato Dalvit – hanno un importante ruolo sociale ed è giunto il momento che gli imprenditori trentini si assumano le loro responsabilità, restando sul territorio ed investendo sulle risorse umane attraverso corsi di formazione. Solo così, secondo noi, si possono migliorare la qualità dei prodotti e competere sul mercato a livello globale”. Non puntare più sui soldi facili delle delocalizzazioni, che non pagano a lungo termine, ma piuttosto investire sul “capitale sociale”, garanzia di un ritorno economico futuro: questa la ricetta di Dalvit. Che fa anche riferimento alla crisi in Trentino. “Fino ad ora non ci sono state richieste di cassa integrazione straordinaria, ma purtroppo è nell'aria. La situazione è pericolosa anche perché continuano ad esserci richieste di cassa integrazione ordinaria per sempre più lavoratori e per ulteriori settimane”. Anche i numeri sono chiari: su circa 60 aziende, 25 hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria. In queste, su circa 2.500 dipendenti, sono coinvolti 1.200.
Numeri di una crisi che non lascia scampo e per questo anche l'intervento della Provincia è fondamentale. “In primis cercando di fare rimanere in loco le imprese, e poi attraverso gli ammortizzatori sociali”, ha detto Dalvit. Che però su questo aspetto ha una visione diversa. “Gli ammortizzatori sociali da soli non bastano. La Provincia deve farsi carico della formazione dei lavoratori che perdono il posto affinché possano rientrare nel mondo del lavoro, come si fa nei Paesi del Nord Europa”. Infine Dalvit ha fatto un riferimento al progetto Rovereto 2020 che comprende, tra le altre, Ex Manifattura ed Ex Alumetal. “Si parla quasi esclusivamente di dar vita a centri di ricerca per cariche di prestigio e d'elité, ritengo che la responsabilità della classe politica ed imprenditoriale vada anche rivolta alla formazione generale dei cittadini-lavoratori. Ricordo che l'articolo 35 della Costituzione dice: “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori”. Non ci sono ricette miracolose, al centro della produzione, quindi dell'economia, c'è la persona”.


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