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Congressi

POSTE CISL, UN TOCCO DI ROSA: CATIA PANCIN CONFERMATA SEGRETARIO. SUBITO UN APPELLO: “SPORTELLISTI STRESSATI, SERVONO ASSUNZIONI”

13 marzo 2009


Una donna al vertice della Slp Cisl del Trentino. Catia Pancin, classe 1967, è stata confermata alla guida della categoria che conta circa 400 iscritti e alle elezioni per il rinnovo delle Rsu ha ottenuto il 48% dei voti. Il congresso si è tenuto oggi presso l'Hotel Sporting di Trento e Pancin, già nominata segretario generale il 23 maggio 2008 al posto di Giovanni Tascino, è stata confermata l'unico segretario donna di categoria per la Cisl del Trentino, nonché l'unico segretario generale al femminile della Slp Cisl su tutto il territorio nazionale. Al suo fianco, in segreteria, due new entry: Giorgio Toller e Emanuele Marrale. Al convegno ha partecipato anche il segretario nazionale della Slp Cisl Luca Burgalassi, oltre a Lorenzo Pomini leader della Cisl del Trentino.

Combattiva come al suo solito, Catia Pancin non ha perso occasione per fare una fotografia dell'azienda Poste Italiane in Trentino, sottolineando nella sua relazione i punti critici. “Purtroppo – ha detto – nonostante il rafforzamento dell'organizzazione territoriale, il rinvio al livello centrale è divenuto pratica costante con un progressivo impoverimento della funzione di “governo” territoriale. Per questo siamo convinti che l'azienda debba presentare un nuovo modello organizzativo che consenta il reale presidio del territorio sia sotto il profilo gestionale che commerciale”. Ma l'aspetto più critico è rappresentato dalla sportelleria. “La situazione è sotto gli occhi di tutti i cittadini che ogni giorno devono fare i conti con file negli uffici postali e continui disagi. Sulla sportelleria, infatti, esiste una carenza ormai cronica di personale con un ricorso da parte dell'azienda a distacchi continuativi e a lungo termine che causano forti disagi al personale. Personale che è sempre più stressato – continua Pancin – in quanto lasciato negli uffici postali con unità in meno o mandato in ferie obbligate e con i responsabili andati in pensione che non vengono sostituiti. Il personale non ce la fa più, è stanco e soprattutto non comprende dove sta andando con l'azienda che tende solo a colpevolizzare i responsabili degli uffici ed il personale applicato allo sportello per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La carenza di personale è giunta ad un livello nel quale la coperta non è più corta, ma manca del tutto. Per questo, la gestione “tappa buchi” non basta più, ma è necessario che sia assunto nuovo personale. Bisogna farlo anche perché le altre società private, come TNT, si stanno organizzando su tutto il territorio e per questo l'azienda dovrebbe essere più aggressiva sul mercato postale per essere competitiva”.

La situazione è migliore sul recapito “dove però si riscontra ancora qualche situazione di disagio soprattutto nelle linee di trasporto”, mentre si plaude al nuovo lavoro di video codifica al Centro di smistamento di Spini di Gardolo e il Conto Click al Tsc di Trento. “Anche in questo caso – ha sottolineato Pancin – la Slp ci aveva visto giusto quando aveva lanciato l'idea due anni fa. Ora, però, bisognerà pensare a “nuovi lavori” difendendo e implementando il lavoro del Cpo già in essere, tipo il posta service, aggredendo maggiormente il mercato postale a livello commerciale e coinvolgendo il Centro di smistamento anche nelle strategie aziendali”. Infine, un commento sul fatto di essere l'unica donna alla guida di una categoria della Cisl. “Non lo vedo come una cosa straordinaria perché ho sempre fatto il mio percorso-sindacale normalmente, senza pensare alle differenze di genere”.

Nel suo intervento Lorenzo Pomini ha affrontato il tema dell'unità sindacale. “Mi pare che dovendo affrontare le operazioni quotidiane di tutela dei lavoratori, anche la Cgil stia cambiando atteggiamento sull'accordo e questo mi fa ben sperare. Fortunatamente a livello provinciale i rapporti unitari sono buoni anche perché è l'unica opzione per essere più forti durante questa crisi”. Argomento trattato anche da Gianna Marzari, della segreteria della Cisl. “Con la Cgil – ha detto – i rapporti sono difficili perché si tirano indietro da ogni trattativa solo per dire “no” e questo è un atteggiamento che non piace alla Cisl: noi siamo per tutelare sempre i lavoratori e non per fare confusione”. Infine una battuta sulle pensioni a 65 anni per le donne. “Siamo preoccupati perché un passo tira l'altro: si rischia di partire con il pubblico impiego e poi arrivare in tutti i settori. Sarebbe un ulteriore affronto alle donne lavoratrici, che già non hanno parità a livello salariale”.


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